Università di Torino
P.I. PRIN 2022
Unità di Ricerca
Krystyna Jaworska
Dario Prola
Professore associato di Slavistica presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino dove insegna dove insegna lingua polacca e traduzione. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici sulla letteratura contemporanea polacca, i rapporti letterari tra Italia e Polonia e questioni di traduzione letteraria. Ha curato l’edizione polacca delle novelle di Italo Svevo (Wyznania starca, Sic!, 2019) e Arrigo Boito (Nowele, Austeria, 2021) e l’edizione italiana delle novelle di Jarosław Iwaszkiewicz (Novelle italiane, 21 editore, 2014). Tra i suoi lavori si menzionano i volumi Mito e rappresentazione della città nella letteratura polacca (Aracne, 2014); “Spossato dalla bellezza”. L’Italia nella scrittura di Jarosław Iwaszkiewicz (Edizioni dell’Orso, 2018); Il traduttore errante (con E. Jamrozik, Uniwersytet Warszawski, 2017); Sponde, confini, trincee: l’Italia nell’Europa post-1918 (con S. Rosatti, DiG 2019); Rok 1968 w Europie Badania i pamiec / The Year 1968 in Europe Research and Memory (con P. Podemski, Scholar, 2019). È vicedirettore della rivista «Kwartalnik Neofilologiczny» e condirettore della rivista «PL.IT / Rassegna italiana di argomenti polacchi». Ha tradotto in italiano diversi autori polacchi del Novecento tra cui Jarosław Iwaszkiewicz, Tadeusz Konwicki, Witold Gombrowicz.
Nadia Caprioglio
Nadia Caprioglio, professoressa associata di Slavistica presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell'Università degli Studi di Torino, si interessa dei rapporti fra ecologia e letteratura nell’ambito russo. È stata Visiting Researcher presso il “Davis Center for Russian and Eurasian Studies” della “Harvard University” (A.A. 2005-06) e, dal 2015 al 2022, Visiting Professor presso il Dipartimento di Studi Umanistici del Politecnico Statale “Pietro il Grande”di San Pietroburgo (SPbPU).
Ha tradotto dal russo, in prosa (F. Dostoevskij, A. Čechov, V. Rozanov, M. Bulgakov e altri) e in versi (K. Pavlova, I. Lisnjanskaja, V. Vysockij). Autrice di saggi su Simbolismo, letteratura russa moderna e contemporanea, e avanguardia russa, ha curato la prima edizione italiana degli scritti teorico-filosofici di Kazimir Malevič. Recentemente ha curato il volume Perché è crollata l'Unione Sovietica? (Il Mulino) e ha codiretto il numero monografico della rivista Lagoonscapes: The Venice Journal of Environmental Humanities, dal titolo “Framing Environment in Russia: Critical Reflections on Ecology, Culture and Power' (Edizioni Ca' Foscari).
Giulia Randone
Giulia Randone ha studiato lettere, polonistica e culture del teatro presso l’Università di Torino. Nel 2017 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia del Teatro con una tesi sul teatro yiddish in Polonia, pubblicata l’anno successivo con il titolo Indomita yidishe mame. Ida Kaminska e la sua famiglia teatrale. All’impegno nella ricerca affianca il lavoro come traduttrice dal polacco di testi in prosa (Stanisław Lem, Alter Fajnzylberg, Andrzej Wajda, Mariusz Wilk) e di saggistica, nonché l’attività di interprete di esponenti del mondo letterario per festival culturali e manifestazioni internazionali. Dal 2008 ha curato diverse esposizioni dedicate al manifesto artistico polacco in giro per l’Italia. Nel 2009 ha contribuito alla fondazione dell’associazione culturale slava Polski Kot, con la quale organizza regolarmente – oltre a incontri letterari, concerti, rassegne cinematografiche, laboratori artistici ed eventi di promozione della cultura polacca – il festival Slavika, giunto nel 2025 all’ottava edizione.